sabato 22 dicembre 2012

"E' venuto, è venuto!"

Se non diventiamo come i bambini non possiamo entrare nel mistero del Natale!
Il tempo d'Avvento ci introduce nel mistero dell'attesa di Cristo. In queste
settimane invochiamo ardentemente la venuta del Signore: "Vieni, Signore, salvaci!".
Vogliamo tutti la pace, desideriamo ardentemente un Natale di fratellanza e di amore scambievole, ma la cruda realtà della sofferenza quotidiana ci spinge a dubitare e forse a rinunciare ad attendere il Salvatore. Ma se Lui non viene a salvarci, capite bene che siamo tutti spacciati, perduti per sempre nella disperazione dei nostri cuori di pietra, induriti dall'odio. Abbiamo tradito e ferito il Volto dell'Amore! Ogni Avvento dovrebbe portarci un desiderio maggiore di comunione con Cristo, col suo mistero di salvezza. La nostra fede cristiana è innanzi tutto una conoscenza intima e personale di Cristo. La fede è luce: un incontro misterioso con il Volto di Cristo, che ci invita ad entrare nella comunione della Trinità. Oggi molti giovani abbandonano la Chiesa perché si sentono incompresi, non ascoltati nel loro desiderio di verità, di bontà e di bellezza. Desiderano la Trinità anche se non lo sanno, e la cercano inconsciamente sul volto di un sacerdote, di un consacrato di uno che si dice Cristiano. Ma la realtà è poi deludente, perché questi giovani assetati d'amore scoprono persone che parlano dell' Amore per sentito dire ... persone che non hanno mai contemplato il Volto dell' Amore! " Vogliamo vedere Gesù" (Gv 12,21 ), "Vogliamo vedere Gesù Bambino", non ci basta sentir parlare di Lui, è il grido che sale dai cuori stanchi e affaticati di tanti giovani. E' necessaria una risposta: riscoprire l'infanzia spirituale (Mt 11,25; 18,3)! Voglio raccontarvi, a tale proposito, una storia vera, di un'insegnante ungherese, prima della caduta del "muro", che insegnava l'ateismo ai suoi piccoli allievi. Una storia che farebbe impallidire Harry Potter, fans­ club compresi! Un giorno, la maestra, a colpo sicuro chiese ad una bambina della classe:
"Angela, quando i tuoi genitori ti chiamano, tu cosa fai? Rispondo, disse la piccola ... Esatto disse la maestra! E cosa accade quando chiamo lo spazzacamino?
Viene rispose. Bene, piccola mia! Lo spazzacamino viene perché esiste. Tu rispondi e vai dai tuoi genitori perché esisti. Ma supponiamo che i tuoi genitori chiamino la tua nonna, che è morta. Lei verrà? No, non credo rispose la bambina. Brava! E se chiamassero Cappuccetto Rosso o Pelle d'Asino? Ti piacciono le favole; che succederebbe? Non verrebbe nessuno perché sono dei racconti. Perfetto! Vedete dunque, cari bambini, che i viventi, quelli che esistono, rispondono alla chiamata. Invece quelli che non rispondono non vivono, o non vivono più. E' chiaro? Sì, rispose tutta la classe. Angela, esci! Ed ella uscì. Ora bambini, chiamate Angela! Angela!
Angela! Gridarono i bambini. Angela rientrò. Allora è chiaro riprese la maestra. Se chiamate qualcuno che esiste egli viene. Se chiamate qualcuno che non esiste, egli non viene perché non può venire, non esiste! Allora chiamate Gesù Bambino, tu Angela credi che lui verrà? S~ rispose Angela, io credo che lui verrà! Molto bene.
Facciamo l'esperimento. Gridate tutti insieme "Vieni Gesù Bambino" I bambini
abbassarono la testa e risero della maestra ... Dopo un lungo silenzio, Angela disse:

"Ebbene, sì, chiamiamolo, diciamo insieme "Vieni, Gesù Bambino!.. Ancora più forte!" Ci fu un grido capace di far cadere i muri. Improvvisamente la porta si aprì, e una grande luce invase la classe. Questa luce divenne una sfera di fuoco. I bambini provarono paura, ma non ebbero il tempo di gridare. Nella sfera apparve un Bambino che sorrideva in silenzio, era di una immensa dolcezza, la paura scomparve dai volti estasiati dei bambini. La luce del giorno sembrava notte a confronto. Dopo un po ' di tempo, il Bambino sparì nella sfera di luce, e tutto tornò come prima. La maestra divenne pazza, e fu rinchiusa in una casa di cura. E' un fatto realmente accaduto che deve farei riflettere sulla nostra poca fede.
Capite perché bisogna diventare come i bambini (non nel senso di rimbambire) per entrare nel Regno! Loro ci credono: credono all'Impossibile! Celebrare il Natale, significa credere all'Impossibile: Dio che si fa Bambino!.. Vi pongo una domanda:
Chi è Gesù Bambino per me? Che significa concretamente attendere nel terzo
millennio il Salvatore del mondo? La sola risposta giusta, sarà l'inizio di un
cammino di rinnovamento che vi porterà lentamente a passare dalle tenebre alla luce.

Non dimenticatelo: nella vita cristiana non ci sono i problemi, le difficoltà, ci sono due cose: le tenebre e la luce. Supplicare il Signore che ci doni la luce per vedere è un atto di intelligenza e di umiltà. E' la luce della fede (Gv 1,9), che ci fa vedere l'abisso infinito che c'è tra noi e Dio. Nella lettera agli Efesini, san Paolo ci invita a non fidarci troppo della nostra conoscenza umana perché "il mistero di Dio supera ogni conoscenza" (Ef 3,19). In una parola è necessario che i nostri pensieri su Dio siano totalmente purificati: "Allora la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e la vostra intelligenza in Gesù Cristo" (Fil 3,7). Troppo spesso noi, assomigliamo ai Dottori della Legge, che credevano di conoscere il Signore, senza essersi impegnati personalmente: "Guai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della scienza! Voi non siete entrati e agli altri, che volevano entrare, lo avete impedito" (Le 11,52). E' Cristo la vera chiave che apre la porta delle tenebre e ci fa passare dal peccato alla luce della conoscenza di Dio: "O Chiave di Davide e scettro della casa di Israele, che quando apri nessuno chiude e quando chiudi nessuno apre, fa uscire dal carcere i prigionieri e dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre e nell'ombra della morte" (Antifona del 20 dicembre). Il tempo dell' Avvento deve sviluppare in noi questo aspetto di umiltà. Tutti i testi della liturgia ci ricordano che siamo esseri imperfetti, insoddisfatti e incompiuti e assetati di salvezza. Anziché farei credere che siamo arrivati alla meta, la liturgia ci ripete che siamo dei viaggiatori, in cammino verso il Cielo, ciò che conta è di continuare a cercare il Volto di Cristo, per dissetarci alla fonte dell' Amore: "Voi che siete assetati, venite ad attingere acqua... Cercate il Signore fin tanto che si lascia trovare" (Is 55,1-6).

Buon Natale

P. Mario Gallian

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